Azienda - Màgifra

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EXCELLENT ITALIAN CRAFT BEER

Nel 2017, quattro giovani imprenditori italiani con una grande passione  per la birra artigianale decisero di fondare, nella bellissima città di Caserta, un’azienda che producesse: “EXCELLENT ITALIAN CRAFT BEER”  l’eccellente birra artigianale italiana da portare sulle tavole di tutto  il mondo. Un sogno unito dalla passione comune per la birra artigianle e il forte legame al territorio di appartenenza. Ciò che ci contraddistingue è la capacità di trasformare  l’amore che nutriamo per la nostra terra e le sue tradizioni enologiche e  culinarie in un lavoro di altissima qualità. I nostri Mastri Birrai di esperienza internazionale lavorano costantemente alla nostra produzione e allo studio e ricerca di prodotti Premium Quality per offrire ai degustatori emozioni e sensazioni uniche.
  
La nostra politica aziendale è sicuramente il riciclo e il riuso attraverso un birrificio GREEN con zero rifiuti.
 
Quando si fa la birra, il primo passaggio è quello di riscaldare il malto con acqua calda, portandolo a determinate temperature, in questo modo tutti gli zuccheri del malto si solubilizzano nel mosto di birra. La birra però è un liquido, perciò dopo l’ammostamento il mosto di birra va filtrato: la parte solida che resta sono le trebbie, cioè i malti esausti.
Le trebbie contengono molte sostanze nutritive importanti, come proteine e fibre. Queste sostanze sono in parte non solubili, perciò rimangono all’interno delle trebbie. Inoltre, durante l’ammostamento, l’acqua calda fa in modo che tutti gli zuccheri si disciolgano nel mosto, in questo modo le trebbie sono meno caloriche del semplice orzo. Perciò le trebbie non sono un semplice scarto, ma bensì un ingrediente molto versatile che può essere utilizzato come alimento e non solo.

Il nostro laboratorio di sviluppo e ricerca è costantemente concentrato sullo studio di una produzione di prodotti Màgifra a base di trebbie.

1. Utilizzare le trebbie in cucina
Abbiamo detto che le trebbie sono ricche di proteine e soprattutto di fibre, perciò sono un ottimo alimento da integrare alla nostra dieta. Vi sorprenderà sapere che le trebbie si possono utilizzare in un’infinità di ricette, da quelle dolci a quelle salate! Con le trebbie si possono fare biscotti e dolci, pani e focacce, impanature varie e tanto altro. In alcune ricette, come per i biscotti, le trebbie possono essere utilizzate umide, ma possono anche essere essiccate o ridotte in farina.

2. Utilizzare le trebbie per i prodotti di bellezza
Le trebbie si possono utilizzare anche per alcuni prodotti di bellezza. Potete utilizzare questo punto come scusa aggiuntiva da dire alle vostre compagne per convincerle a farvi fare la birra in casa!
Usare le trebbie per uno scrub corpo
Le trebbie infatti sono perfette per realizzare degli scrub fatti in casa del tutto naturali. Lo so, probabilmente la maggior parte di voi non sapranno nemmeno che cos’è uno scrub, ma provatelo a chiedere alle vostre compagne o a una qualsiasi ragazza e saprà darvi la risposta! In questo caso con le trebbie essiccate si ottengono degli scrub per il corpo veramente eccezionali!
Usare le trebbie per le saponette
Le trebbie essiccate possono inoltre essere utilizzate per delle fantastiche saponette fai da te. La sensazione ruvida che creano quando si passa la saponetta tra le mani è molto piacevole.

3. Utilizzare le trebbie nella produzione di formaggio
Eh sì, le trebbie essiccate possono essere utilizzate anche nella produzione del formaggio.
Chi ama i formaggi conoscerà sicuramente quelli in crosta affinati con la paglia. Ebbene oltre alla paglia, il formaggio stagionato si può affinare anche con le trebbie essiccate.

4. Utilizzare le trebbie come mangime per animali
Se avete una fattoria o avete amici o parenti che ne hanno una, questa è la soluzione perfetta per voi. Quando facciamo birra infatti, le trebbie di scarto sono tante, perciò la soluzione migliore è quella di utilizzarle come cibo per animali. Sono perfette da integrare nella dieta di animali da fattoria come mucche, maiali, pecore, galline o cavalli.
Come far mangiare le trebbie agli animali
Questi animali inizialmente saranno un po’ restii a cambiare la propria dieta, perché le trebbie umide hanno un sapore particolare. Chi ha già utilizzato le trebbie come mangime per animali consiglia di introdurlo pian piano nella dieta della propria fattoria. Questo vuol dire che all’inizio è consigliabile mescolarle ad altro mangime, aumentando di settimana in settimana la percentuale di trebbie rispetto al resto. Quando gli animali si saranno abituati al nuovo sapore, potrete sostituire il normale mangime con le trebbie.

5. Utilizzare le trebbie per il compost
Abbiamo detto che le trebbie sono tante, perciò per riutilizzarle tutte l’altro modo più utilizzato è quello compostarle. Il compost è un tipo di terriccio prodotto dalla decomposizione e dall’umidificazione di materiale organico, ad opera di microorganismi. Si tratta quindi di un terriccio particolarmente fertile, perchè ricco di sostanze nutritive. Per fare il compost serve una compostiera. Sicuramente questo non è uno strumento che hanno tutti in casa, perciò in questo caso potete informarvi se qualcuno nelle vicinanze ne possiede una. Sicuramente le vostre trebbie saranno molto gradite!
Come usare le trebbie come fertilizzante
Le trebbie nel compost vanno trattate come materiale verde, perciò quando si vanno a compostare, vanno integrate con del secco (materiale marrone) in rapporto 2:1.
Se però avete un giardino e volete comunque provare a utilizzare le trebbie per fertilizzare le vostre piante, allora ecco un consiglio. Prendete un vaso bello capiente e riempitelo per 1/3 di terra, riempite un altro terzo con le trebbie e infine coprite il tutto nuovamente con la terra. Nel giro di 3 mesi avrete il vostro terriccio alle trebbie personale. Utilizzatelo per fertilizzare tutte le vostre piante!
 

luppolo Màgifra
Orzo Màgifra
Malto Màgifra
Cenni storici sulla Birra
La birra ha origini molto antiche, una storia lunga diecimila anni, che si perde nella notte dei tempi. Prodotta ovunque si coltivino cereali è nata con l'uomo e destinata a seguirlo lungo tutta la sua storia. -~ Ogni epoca è stata una tappa importante per la messa a punto e il miglioramento della tecnica di produzione della birra e della sua cultura. In realtà nessuno sa effettivamente quando sia nata, si può ipotizzare che, quando l'uomo iniziò a coltivare i primi cereali, si possa essere trovato davanti ad una fermentazione spontanea in contenitori o anfore che li contenevano. Si può ipotizzare che i cereali, conservati in anfore riempite incidentalmente d'acqua, abbiano dato inizio alla fermentazione della massa umida. Di origini antichissime, birra e vino, hanno segnato la storia, la società, la cultura del mondo antico ma, delle due, la più diffusa e popolare fu la birra.

La storia della "birra" prosegue in Mesopotamia, culla della civiltà babilonese Nel codice Hammurabi , -sovrano Babilonese che regnò dal 1728 al 1686 a.C. è contenuta un'iscrizione che regola e tassa il commercio della birra.

Circa 5000 anni fa anche gli antichi Egizi apprendono l'arte di fare birra, bevanda che chiamavano "henqet". Qui l'orzo germinato diventa malto, schiacciato, macinato a Pietra - subito dopo essere stato tallito -era messo in infusione. Sulle "Uschebti", statuette tombali votive egizie, sono raffigurate attività artigianali come la macinazione, la produzione del pane e la preparazione della birra. Gli Egizi, grazie alla loro influenza, faranno conoscere la birra ad altri popoli orientali, che, a loro volta la introdurranno in Europa. L'arte di produrre birra si svilupperà velocemente -grazie alle caratteristiche dell'orzo che è coltivabile ad ogni latitudine-, nel bacino del Mediterraneo prima, e nell'Europa del Nord in seguito. Diocleziano -nel 301 d.C -stabilisce il prezzo massimo dei tre tipi di birra in commercio a Roma, dove veniva consumata più birra che vino.

Nel Medioevo l'arte brassicola fu salvaguardata e migliorata nei monasteri. Qui operarono un decisivo salto di qualità nella creazione della bevanda, introducendo nuovi ingredienti, i tra i quali il luppolo, usato come aromatizzante e conservante. Ogni abbazia era depositaria della propria ricetta che conservava e tramandava gelosamente. La birra, aromatizzata sin dai tempi antichi, nel medioevo era preparata, utilizzando una mistura di erbe locali la "Gruyt", questo rendeva le birre prodotte nelle diverse abbazie uniche, singolari. Tra le tante essenze che componevano la Gruyt, troviamo il rosmarino, la salvia, la genziana, gli aghi di pino, l'alloro, l'anice, il miele, erbe frutti e gli ingredienti più disparati. Bevanda preziosissima per il valore energetico che apportava alla dieta dei popoli antichi, fonte di proteine e carboidrati, nel Medioevo era ancora detta "pane liquido".
La birra diventò molto  popolare anche perchè era una delle poche fonti d'acqua bevibile, quella usata per la sua produzione veniva bollita e sterilizzata, una sicurezza in un periodo in cui era spesso infetta .Per tutto il medioevo, e sino all'inizio dell'era moderna propriamente detta, in Italia la birra era prodotta  esclusivamente con metodi artigianali.

Che cos'è un birra artigianale?

Cosa intendiamo per birra? La descrizione ‘tecnica’ la definisce così:
La birra è una bevanda ottenuta dalla fermentazione alcolica con lieviti (Saccharomyces cerevisae uvarum (ex carlsbergensis) o di Saccharomyces cerevisae cerevisae) di un mosto preparato con malto di orzo o di frumento o di loro miscele e d’acqua poi amaricato con luppolo.
Il malto, d’orzo o di frumento, può essere sostituito con altri cereali, detti succenei nella misura massima del 40% calcolato sull’estratto secco del mosto.
Ma chi la birra la produce e la consuma sa che la birra è molto di più, è molto altro, per la straordinaria varietà di colori, gradazioni, sapori e note che la contraddistinguono.
Una buona birra, va degustata alla temperatura adeguata, nel bicchiere adatto, versata o spillata in modo da formare il giusto cappello di schiuma, per preservare ed esaltare proprietà aromatiche e consentirci di coglierne tutte le particolarità è sfumature.
Una bevanda universale, con una lunga tradizione, prodotta con svariati ingredienti, lavorati in un’infinità di modi diversi, che possiede un’ampia varietà di stili. Le birre sono in grado di soddisfare palati differenti, ogni tipo di abbonamento gastronomico e di adattarsi ad ogni occasione.
Da soli o in compagnia, ci sarà sempre, in ogni momento è in ogni stagione, la Màgifra giusta da gustare.
22 Maggio 1789: La prima fabbrica di birra Italiana in Piemonte.
30 Settembre 1814: Vittorio Emanuele introduceva l'imposta di fabbricazione sulla birra nella misura di 3 lire per ogni brenta (a Torino una brenta corrispondeva a 49,285 litri). Carlo Alberto aggiunse, alle 3,60 lire di imposta di fabbricazione, 5 lire per ogni brenta importata in Piemonte, e addirittura 7,50 lire, per ogni brenta introdotta entro la cinta daziaria della città di Torino.
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